Io lo chiamerei “effetto app”

Chi di voi ha quotidianamente a che fare con un tablet o uno smartphone forse sposerà la mia tesi.
Quante volte vi è successo di utilizzare un’app e di eliminarla (o lasciarla ammuffire, che più o meno è la stessa cosa) dopo pochi minuti?

Po-chi-mi-nu-ti.

Non so se mi spiego, mesi di lavoro (per chi le sviluppa) buttati nella spazzatura in 3 minuti (credo di averne scartate anche in un tempo minore, misurabile sull’ordine dei secondi…). Ed è ben difficile far tornare l’utente sui suoi passi. Ciò accadrà forse se siete un oscuro guru del remarketing, ma per tutti gli altri il lavoro da fare è davvero tanto.

L’usabilità in un’app gioca quindi un ruolo fondamentale. Non solo. Deve essere amore a prima vista. Vi deve piacere e subito. Non devono esserci noiose istruzioni da leggere… altrimenti i vostri benedetti po-chi-mi-nu-ti ve li fumerete così, con il libretto di istruzioni. Deve essere facile, intuitiva, immediata.
Non deve annoiare, deve stupire. Di più, deve farvi innamorare a prima vista.

L’amore si sa, è come il tempo, fa quello che vuole. Sarà dura sapere in anticipo se qualcuno si innamorerà o meno della vostra app. Tuttavia, con qualche ricerca di mercato, con uno studio di usabilità approfondito, con tanto buon senso e buon gusto, con tanta intuizione, un po’ di genialità, con le idee chiare su chi è il vostro target e con un esperto di web/marketing/comunicazione al vostro fianco dovreste combinare qualcosa di buono :-)

Ma la cosa più terribile per chi sviluppa non è tanto costruire l’app perfetta, che, ok, è un mercato fiorente, ma anche nuovo, quindi ci si può permettere il lusso di sperimentare un po’ di più…  è piuttosto l’ “effetto app” che si sta annidando nella mente del cosiddetto “utente medio”. Il nemico numero uno del buon senso della perfezione di grafici, programmatori, esperti di usabilità e markettari del web.

ah, l”utente medio, questo personaggio misterioso… si nasconde dietro parole chiave impensabili e clicca dove non dovrebbe…
L’utente medio si sta abituando a valutare le app in pochi minuti? Probabilmente sì. Ma c’è di peggio… se pensate che già lo fa con i siti, dove trenta secondi sono spesso già un bel traguardo, non pensate che potrebbe abituarsi a farlo anche con un software?

Terribile.

Vedo già un cimitero di software complicati, insieme ai loro tutorial in formato video, pdf, cartaceo. Un enorme cimitero. Visione cataclismatica? Forse, ma sta di fatto che ci stiamo abituando a NON aver bisogno di un manuale.

Esiste forse un manuale per l’iphone o per l’ipad? (Non rispondete… è una domanda retorica, ma vi assicuro  che ho visto un libro una volta… lasciamo perdere!)

Quindi, amici sviluppatori, markettari ed imprenditori… il pericolo che il nostro lavoro finisca sommerso dall’acqua dello sciacquone in meno di po-chi-mi-nu-ti è sempre più alto…
La soluzione? Pensare semplice, che più semplice non si può. Che di per sè è una cosa difficilissima :-)

Immagine: https://www.flickr.com/photos/saschamuesse/15563157851/

Autore: Stefano Guerra

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