“Social Human Resources”: posso coniare questo termine?

L’altro giorno mi è tornata in mente una vecchia lezione universitaria, mentre facevo tutt’altro… Il corso riguardava la gestione delle risorse umane e, in particolare, la lezione toccava il tema delle relazioni interpersonali nel mondo del lavoro.

In buona sostanza, la prof. ci aveva presentato uno studio  in cui si erano analizzate le reti di connessione tra le persone nel mondo del lavoro (basato sul mercato americano). Purtroppo non mi ricordo né titolo né autore di questa analisi, ma vi prometto che se mi viene in mente, o se andrò a rovistare (ipotesi assai più remota) tra le scartoffie dell’università, vi aggiornerò :)

Comunque sia, immaginiamo un grande grafo, dove le persone sono i pallini e le relazioni le linee: dall’analisi emergeva che la gran parte delle assunzioni avveniva per conoscenza diretta delle persone.

Un mondo di paraculismo? :)

No, il senso non è proprio questo… Il concetto principale è la fiducia: è ovvio che chi seleziona dei candidati, soprattutto per ruoli chiave, non può sbagliare e si fiderà di più se conosce già quella persona o se la stessa gli viene consigliata da qualcuno di cui si fida.

Un sistema che in buona parte condivido e che vedo, comunque, come ormai affermato anche nel mondo dell’impresa privata italiana. La cosa è poi ancora più verosimile se parliamo di PMI e di distretti industriali.

E con il web cosa cambia? Beh, creare delle relazioni è più semplice. Possiamo coltivare più facilmente “un’amicizia” che altrimenti nella vita reale avrebbe rischiato di svanire, possiamo quindi permetterci dei rapporti più superficiali, ma soprattutto, le aziende possono lavorare sui social network per trovare potenziali candidati mirando proprio a sfruttare le conoscenze in comune. Fenomeno che si sta diffondendo molto.

Perché scegliere i social media per trovare un candidato? Perché è più facile contattarlo, perché possiamo capire in pochi click chi è e in che rete di relazioni è immerso. E da questo network e è più immediato capire se ci sono dei punti di contatto in comune con il grafo di relazioni dell’azienda o di chi ne fa le veci in quel momento.

Quello studio americano di cui vi parlavo all’inizio dovrebbe forse tenere conto anche di questa dimensione virtuale, sempre più presente nella vita di tutti i giorni.

Il web come “relazioni”. Un arma in più a favore delle aziende (e dei candidati, perché no?! ;)) per sfruttare le leve della conoscenza interpersonale e della fiducia reciproca.

Poi è ovvio che bisogna porre attenzione quando ci fidiamo di qualcuno: deve essere una persona affidabile, soprattutto nel web, dove  i rapporti spesso sono più superficiali.

Ecco che allora Internet e i social media entrano nelle aziende anche da un’altra porta. Se marketing e comunicazione sono ormai dimensioni affermate in questa direzione, che si possa oggi parlare anche di social human resources?

Magari è esagerato, ma di sicuro non possiamo sottovalutare l’influenza dei social media anche in questo tipo di scelte strategiche.

Immagine: https://www.flickr.com/photos/olathegovnews/6811076048/

Autore: Stefano Guerra

Un pensiero riguardo ““Social Human Resources”: posso coniare questo termine?

  • 06/13/2013 in 13:23
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    ciao stefano, leggo solo oggi e con grande conforto questo tuo articolo. mettere in relazione i mondi non è certo facile. come ben dici occorre molta acqua e terreno fertile per far crescere un seme. da diverso tempo cerco di fondere creatività ed esperienza artigiana di bottega all’interno di nuove visioni e linguaggi funzionali a sensibilizzare nuovi canali di comunicazione e nuovi circuiti d’interesse. http://www.artigianiaudaci.it

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