Internet libera, ovunque. Un sogno?

Spero di no, io sono ottimista.

Se avessimo il libero accesso a Internet in tutto il Paese, avremmo un’Italia innovativa. Probabilmente avremmo degli anziani più colti. Forse gli studenti sarebbero più rapidi nell’apprendimento. Ognuno di noi vivrebbe in una rete di contatti più fitta, più concreta, più utile. Forse avremmo una miriade di cose che nemmeno possiamo immaginare.

Forse.

Immaginiamo Internet ovunque, senza nessun costo di accesso. Se non quello del device. Al bar, in treno, in autobus, dal parrucchiere. Ho un dubbio? Una curiosità? Credo che il venditore di aspirapolveri della marca X mi stia truffando? Mi serve una mappa perché mi sono perso? Tiro fuori il cellulare, digito su Google, et voilà. Risolto. Sono più felice e più colto di prima :-). E non ho speso nulla. Pazzesco, sarebbe bellissimo.

Ci sono zone in Italia in cui l’accesso ad Internet è ancora un problema, e siamo nel 2010 (anzi, quasi 2011…). Ci sono città invece dove la banda larga è libera (perché a Venezia siamo bravi  :-)). Forse piano piano ci arriveremo. Forse.

Ma è un gioco che deve fare la politica. Altrimenti restiamo a zero.

Ho sotto gli occhi la copertina rossa di Wired di Novembre. “Sveglia Italia”, urla il titolo. Quando ho letto l’editoriale di Riccardo Luna ho avuto uno shock. Ve lo consiglio.

Davvero.

Non che non immaginassi le potenzialità della banda larga, per carità. Ma sapere che questa, in TUTTA ITALIA, costerebbe solo 20 miliardi di euro è a dir poco imbarazzante. Sapere poi che i soldi non sono un problema perché c’è qualcuno disposto a metterceli mi fa aprire la bocca dallo stupore: “la Cassa [si riferisce alla Cassa dei Depositi e Prestiti], che gestisce i risparmi di gran parte degli italiani, è pronta a metterceli anche tutti, i fondi necessari, in prestito o diventando azionista della società della nuova rete, perché la fibra [si riferisce a portare la fibra ottica nelle case di tutti gli italiani] è un investimento a lungo termine ma sicuro: in un decennio il ritorno è garantito” (Riccardo Luna, Wired Italia, n.21, novembre 2010).

Sapete quanti sono 20 miliardi di euro? [leggo sempre su Wired Italia di novembre 2010] Sono i soldi che si ricaverebbero dal non fare il Ponte sullo Stretto di Messina, oppure dalla rinuncia a 5 anni di auto blu, oppure l’equivalente di due nuove piste dell’aeroporto di Fiumicino, oppure molte altre cose. Ma è meglio se mi fermo qui.

A questo punto mi viene da pensare che forse il vero problema siano gli interessi economici in ballo e una classe dirigente vecchia, che non sa cogliere queste opportunità. Non lo so, sono impressioni da elettore scontento e incapace di capire certi comportamenti.

Imprese con banda larga significa imprese più innovative. Studenti in Rete, significa un sapere condiviso più facilmente. Rete, Industria, Risorse, Persone. Una Rete immensa, veloce. Aumenterebbe l’innovazione, quindi la produttività. Ma per ora rimane un sogno.

Speriamo che qualuno cambi questo Paese, sempre più vecchio e zoppo.

Immagine: https://www.flickr.com/photos/pasotraspaso/8442426502/

Autore: Stefano Guerra

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *